Da Cibò a Potenza in via della Costituzione Italiana, martedì 21 novembre alle ore 18,30 Eugenio Signoroni, coordinatore nazionale di Osterie d’Italia, racconterà insieme ai ristoratori chiocciolati 
lucani la guida del 2018 Slow Food dedicata agli osti e alle osterie. Da 26 anni per celebrare e rispettare la lentezza e l’autenticità del cibo schietto Slow Food pubblica la guida alle Osterie d’Italia, luoghi in cui è possibile mangiare ‘buono’ cibo ‘pulito’ e pagare ‘giusto’ posti in cui cioè i collaboratori e gli scrittori della Guida alle Osterie hanno ritrovato i princìpi fondamentali della cultura Slow e li hanno premiati con la Chiocciola. Le Chiocciole sono i locali piaciuti in modo speciale per l’ambiente, la cucina, e l’accoglienza in sintonia con Slow Food, per la Basilicata: Pezzolla di Accettura, Gagliardi di Avigliano, Al Becco della Civetta di Castelmezzano, Da Peppe a Rotonda, La Mangiatoia a Rotondella, Luna Rossa a Terranova di Pollino. In Basilicata, è possibile dover fare una sosta ‘forzata’ per lasciare il passo alle mandrie guidate da cani e pastori che seguono i percorsi della transumanza, ed è in quel momento che presente e passato si uniscono e la Basilicata diventa la terra del cibo e della comunità. Qui le comunità si stringono intorno a riti e tradizioni in cui il cibo è il collante forte e insostituibile ed esiste una comunità nella comunità: sono gli osti, quelle donne e quegli uomini giovani o adulti, che hanno raccolto l’eredità e lo spirito degli abitanti dell’antica Lucania e lo servono a chi sceglie di sedersi alla loro tavola. In questi posti è possibile riconoscere il sapore del pezzente della murgia materana o la sapidità del fagiolo scritto del pantano di Pignola, la delicatezza del caciocavallo podolico o le note amarostiche dell’oliva infornata di Ferrandina e le spezie custodite nella polpa della pera Signora.